Un gesto che profuma di casa: donata una planetaria all’Associazione “Fabrizio Viezzer” di Soligo dalla “Fraternità Emigranti” di Col San Martino.

Ci sono doni che vanno oltre il loro valore materiale e diventano strumenti di relazione, crescita e autonomia. È il caso di questa donazione da parte della Fraternità Emigranti di Col San Martino capace di aprire nuove opportunità e dare forma a esperienze quotidiane ricche di significato.
La planetaria, infatti, non è solo un elettrodomestico. È un mezzo per “mettere le mani in pasta“, per riscoprire il piacere del fare insieme e per trasformare ingredienti semplici in qualcosa di buono, concreto e condiviso. Farina, acqua, lievito: elementi essenziali che, grazie agli ospiti guidati dagli educatori, diventano pane, simbolo universale di vita, cura e comunità.
L’attività di panificazione si inserisce in un percorso educativo più ampio.
Preparare il pane significa seguire tempi, rispettare passaggi, collaborare, attendere. Significa anche sviluppare abilità manuali, coordinazione e autonomia, ma soprattutto rafforzare l’autostima: vedere il risultato del proprio impegno è una soddisfazione che parla da sé.
I referenti della Viezzer sottolineano come iniziative di questo tipo contribuiscano a creare un clima positivo e inclusivo. Il laboratorio del pane diventa così uno spazio in cui ciascuno può esprimersi secondo le proprie possibilità, senza fretta, ma con la consapevolezza di essere parte attiva di un progetto condiviso.
Fondamentale è anche il valore della rete: la donazione testimonia l’attenzione e la sensibilità dell’Associazione Viezzer verso le realtà del territorio. Un legame che non si esaurisce nel gesto, ma che si traduce in presenza, collaborazione e sostegno continuo.
Non è solo una macchina – ma un’opportunità per crescere insieme.
Associazione Fabrizio Viezzer
E in effetti, ogni pagnotta sfornata racconta una storia fatta di impegno, relazioni e piccoli grandi traguardi.
In un tempo in cui spesso si corre, fermarsi a impastare può sembrare un gesto fuori dal tempo. Eppure, è proprio lì che si ritrova il valore delle cose semplici: condividere, costruire, prendersi cura. E, perché no, anche assaporare il profumo di un pane fatto insieme.




